C’è una frase che i videomaker si sono sentiti dire almeno una volta nella loro carriera, ed è la seguente:

“Devo fare un video. Mi puoi fare un po’ di riprese, le monti assieme un attimo e via! Quanto ci vorrai mai.. ah, ce la fai a farlo entro due giorni?”

No. Non è proprio così semplice.

Purtroppo molte persone non si rendono conto del lavoro che c’è dietro la realizzazione di un video e tendono spesso a sottostimarlo o svalutarlo.

Per capire meglio cosa chiedere a un videomaker e cosa aspettarsi da lui, vediamo assieme come si realizza un video e quindi tutti gli step necessari.

  1. Progettazione & Brief
  2. Realizzazione Storyboard
  3. Riprese
  4. Montaggio, Graphic Motion e Color Correction
  5. Esportazione e consegna

 

1. Progettazione & Brief

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Parte tutto da qui. La definizione del progetto è la fase più importante. È fondamentale capire cosa vogliamo ottenere dal video, a chi è rivolto e dove vogliamo che venga pubblicato.

 

Gli obiettivi che si vogliono raggiungere

Qual’è lo scopo del video e cosa si vuole ottenere? Deve promuovere un prodotto o un servizio? Deve raccontare una storia? Ha come protagonista un atleta o un musicista?

Posso essere diversi gli obiettivi ma sono la prima cosa da capire e definire.

Se ad esempio volessimo realizzare un video corporate che descriva un’azienda e i servizi che offre, gli obiettivi sarebbero mostrare alle persone il valore della società, la sede, il team e il prodotto/servizio che si realizza.

 

I destinatari del video

Questo video deve coinvolgere un pubblico adulto? Deve essere rivolto principalmente agli adolescenti? Ad appassionati di musica?

Spesso si sottovaluta questa fase, o la si ignora del tutto e si finisce con l’avere un video che non colpisce o coinvolge nessuno in particolare. Si tende a pensare che un pubblico più generico e più ampio sia meglio di uno più ristretto e specifico.

A meno che il vostro obiettivo non sia quello di aumentare la visibilità del vostro brand, è molto meglio avere 1000 visualizzazioni di potenziali clienti che 10.000 di persone che non interagiscono e con cui non si avranno mai dei rapporti.

Utilizzando sempre l’esempio del video corporate, i destinatari ideali potrebbero essere manager, imprenditori e potenziali clienti di quel determinato settore.

 

I canali di distribuzione

Una volta individuati i destinatari del video è altrettanto importante capire dove vogliamo che il nostro video venga pubblicato e quindi visto.

È un video destinato alla TV? Deve essere presente sul sito istituzionale? Sui social Network?

Anche se il nostro istinto ci consiglierebbe di utilizzarlo ovunque, bisogna tenere in mente una cosa molto importate: ogni canale di distribuzione ha un suo taglio.

Se intendete realizzare uno spot TV sappiate che la durata va generalmente dai 10 ai 120 secondi massimo, con una media di 30 secondi. Questo vuol dire che il vostro messaggio dovrà essere efficiente in 30 secondi.

Ovviamente, sul sito internet dell’ipotetica società che abbiamo preso come esempio, un video di 30 secondi racconterebbe ben poco e non riusciremmo quasi sicuramente a trasmettere l’obiettivo ai nostri destinatari, per questo potremmo optare per un taglio web, con il classico video di 1-2 minuti.

 

2. Realizzazione Storyboard

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Questa è la fase in cui si mettono giù le idee e le si trasformano in progetto. Dopo aver stabilito bene i primi tre step, si entra nel vivo del progetto e ci si concentra sulla storia del nostro video.

Cosa si vuole raccontare? Chi sono i protagonisti? Dove devono essere realizzate le riprese?

Creare lo script di un video non vuol dire soltanto stendere il copione in cui vengono riportate tutte le battute e le scene da realizzare. È l’anima di tutto il progetto. È qui che si definisce la storia che deve essere raccontata e il messaggio che deve passare.

È fondamentale condividere questa fase con il regista. Fatevi aiutare dalle sua esperienza. Saprà sicuramente darvi consigli: è il suo lavoro.

Lo storyboard del video corporate che abbiamo preso come esempio precedentemente potrebbe focalizzarsi sul racconto dell’azienda, della sede, del team e del prodotto. Potrebbe quindi iniziare con delle riprese della sede e magari con una voce fuori campo che introduce l’azienda. Per spiegare meglio il team potremmo realizzare delle interviste ad hoc e per quanto riguarda il prodotto, potremmo fare delle belle riprese dettagliate per evidenziarne la qualità.

Definita la traccia, il regista dovrà capire come realizzare le immagini e con quale attrezzatura.

3. Riprese

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Arriva il momento delle riprese. Non vuol dire semplicemente cliccare REC sulla telecamera. Questa fase è delicata tanto quanto le altre. Se si sbagliano le riprese, se si realizzano immagini sfuocate, con poca o troppa luce neanche in post produzione si possono far miracoli e non è semplicissimo rimediare.

La cosa più importante da ricordare in questa fase è: lasciate lavorare il regista e i videomaker.

Sembra banale ma spesso, anzi spessissimo, i clienti tendono sempre a voler dire la propria, stare sul set e dare consigli.

“Io farei la ripresa così”, “Perché non facciamo una bella panoramica?”, “Non sarebbe meglio fare così?”

È il regista che si occupa di queste cose. In questa fase, l’unico compito del cliente è quella di aiutare ed assistere i videomaker se dovessero avere bisogno.

Il regista in questa fase dovrà seguire bene lo storyboard concordato precedentemente e quindi assicurarsi di realizzare le immagini necessarie per il video finale. Ci saranno anche momenti di pura creatività in cui verranno effettuate riprese non previste che magari verranno poi inserite nel video.

Lasciate fare al regista. Lui sa sicuramente meglio di chiunque altro cosa fare per rendere il video migliore.

4. Montaggio, Graphic Motion e Color Correction

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La fase del montaggio è lunga.

Si scaricano le clip, si fanno le doppie copie sugli hard disk, si convertono i file nel formato migliore per la post produzione, si importano sul computer e si inizia a lavorare sulla timeline del progetto.

Molto tempo verrà dedicato allo screening delle immagini. Più clip sono state realizzate, più tempo si impiegherà ovviamente. Anche la ricerca della musica è importante e richiede tempo: la giusta canzone, cambia completamente il video!

 

“Mi puoi mettere Black in Black degli AC/DC nel video? È la mia canzone preferita!”

No. Anche in questo caso, lasciate al regista la scelta della musica. Solo perché una canzone è bella non è detto che stia bene nel vostro video. E poi non sottovalutate il discorso delle licenze audio. Ebbene si, a differenze delle canzoni royalty free, l’utilizzo di musiche professionali (o famose) nei video comporta dei costi (in un prossimo articolo vi spiegheremo bene come funziona).

Può succedere che in questa fase viene modificato leggermente lo storyboard del video. Magari si vogliono inserire diverse immagini o magari eliminarne alcune che solo adesso ci si rende conto che non funzionano bene nel video.

Non mancheranno sicuramente le graphic motion: elementi grafici presenti nel video come il logo, titolo, sottotitoli, scritte, elementi, etc..
Alcune sono semplici, come l’inserimento del logo aziendale o i sottotitoli altre invece più complesse: un’animazione 3d, o lo zoom di una mappa, infografiche, etc..

La color correction è fondamentale per la qualità finale del video. Se guardate il girato grezzo (Raw file) vi verrà un colpo. Spesso l’immagine è piatta, priva di contrasti e sbiadita. Tranquilli, non è un errore del filmaker. Questa modalità permette un maggior controllo in fase di color correction. Ogni clip ovviamente è diversa dall’altra e quindi verrà dedicato tempo ad ogni singola immagine presente nel video.

Bene, la prima bozza è pronta. Sicuramente ci saranno delle modifiche da richiedere, è normale e il regista lo sa.

Tenete in mente però di non abusarne e soprattutto, di non richiedere una modifica per poi ritornare indietro. Pensate bene ai cambiamenti che volete nel video. Parlatene con il regista e consultatevi.

Una volta approvato il tutto il vostro video è pronto per essere esportato.

 

5. Esportazione e consegna

Questa fase è veloce e soprattutto è l’ultima. In base alla destinazione, il video verrà esportato in diversi formati: formato web, tv, Full HD, 3D, dispositivi mobile, etc..

Una cosa importante da ricordare è che molto probabilmente il vostro fornitore non conserverà per sempre il girato e il progetto del vostro video. Assicuratevi bene di discuterne con lui e di capire come gestire il materiale che magari in futuro vi potrà tornare utile.

 

L’ultimo consiglio che vogliamo darvi è quello di fidarvi del regista che avete assunto e di seguire i suoi consigli. Concentratevi sulla definizione dell’obiettivo del vostro video e se fatto bene, otterrete sicuramente ottimi risultati.

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