Per chi commissiona o scatta fotografie, comprendere la questione sul diritto d’autore è di fondamentale importanza.

Il diritto d’autore è la “legge sulla cultura” quindi protegge le opere dell’ingegno e si acquisisce automaticamente con la paternità dell’opera, di conseguenza non è cedibile o vendibile.

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Quello che la legge tutela, sono le forme espressive creative e non l’idea.

Il diritto d’autore si compone di diritti morali e diritti patrimoniali. Vediamoli assieme.

Diritti morali

Tutelano la persona dell’autore, si tratta del diritto alla paternità dell’opera, il diritto a dirsi autore della stessa. Non sono soggetti a prescrizione e non possono essere oggetto di contratti di vendita (non si può vendere la propria “autorialità”).

Diritti patrimoniali

Possono essere venduti o ceduti e hanno una durata di 70 anni dalla morte dell’autore.
Le opere creative cui è riconosciuto il diritto d’autore sono: romanzi, fotografie, film, sculture e musica.
Il diritto d’autore non coincide con il brevetto che invece è un altro e diverso strumento di tutela.

 

 

 

Focalizziamoci sulla fotografia

L’attuale legislazione italiana distingue 3 tipi di fotografie:

  1. opere fotografiche dotate di carattere creativo (foto artistiche)
  2. fotografie semplici non creative
  3. fotografie documentali di scritti, documenti, carte di affari, oggetti, materiali, disegni tecnici e prodotti vari.

Da questa tripartizione scaturisce subito un dubbio:

Come si fa a categorizzare oggettivamente la natura creativa di un’opera?

L’operazione sembra parecchio soggettiva, di conseguenza la giurisprudenza ha istituito delle linee guida al fine di determinare il carattere creativo di un’opera fotografica.

1) Opere fotografiche dotate di carattere creativo

La giurisprudenza attribuisce il valore di creatività alla modalità con cui l’oggetto viene ritratto e non all’oggetto stesso (fotografare un quadro famoso non rende di per sé la foto creativa) e indica la perizia tecnica come condizione non sufficiente a garantire il carattere crativo.
Ravvisa l’originalità nell’inquadratura, nell’impostazione e nella capacità dell’immagine di evocare suggestioni che trascendono il comune aspetto della realtà raffigurata. Vengono individuati come fattori la scelta di giochi di luci e ombre, la scelta e la disposizione degli oggetti riprodotti, il dosaggio dei toni chiari e scuri…
Le sanzioni nel caso in cui vengano lesi i diritti del fotografo prevedono a seguito di un accertamento, la rimozione dell’opera, la distruzione delle copie ed eventualmente il risarcimento del danno.

2) Fotografia non creativa

La fotografia semplice è quella in cui non è presente carattere creativo, può essere la riproduzione di altre opere d’arte, fotogrammi di video o scatti semplici di situazioni naturali, persone, o momenti della vita.
Questo tipo di fotografia posssiede diritti patrimoniali ma non è legata al diritto d’autore, bensì è collegata ad una serie di diritti connessi .
Questi diritti riguardano l’esclusivo diritto di pubblicazione, commercializzazione.
L’eccezione sui diritti patrimoniali la si ritrova nel caso in cui la fotografia sia su commissione (ad es chiamo un fotografo per le fotografie di un catalogo), in questo caso i diritti connessi spettano al committente a seguito di un equo compenso.
La fotografi non creativa è coperta dai suoi diritti per un periodo di 20 anni dallo scatto della stessa.

3) Fotografie documentali di scritti, documenti, carte di affari, oggetti, materiali, disegni tecnici e prodotti vari

Per quanto riguarda questo tipo di fotografie, esse non sono protette da alcun diritto.

 

 

Nota: Questo articolo è di natura generale e divulgativa, nulla può essere interpretato come un tentativo di offrire o rendere un’opinione legale.